Mattia Faraoni riparte dalla Sicilia.

Nel corso della quindicesima edizione di Evolution Fight, andata in scena sabato 25 luglio nella cornice di Piazza Garibaldi a Rosolini, il campione romano ha sconfitto Jean Ralph Mambongo per decisione unanime, tornando al successo dopo la battuta d’arresto subita contro Bogdan Stoica al K-1 World Grand Prix di Tokyo.

Non è stata, però, una semplice passeggiata.

Faraoni ha cominciato l’incontro con grande aggressività, sfruttando mobilità, rapidità e controllo della distanza per mettere in difficoltà il franco-gabonese. Anche la seconda ripresa ha premiato la maggiore qualità tecnica dell’italiano, capace di muoversi con efficacia e di anticipare con continuità le iniziative dell’avversario.

Nel terzo round Mambongo è riuscito ad accorciare maggiormente la distanza, trovando alcuni colpi pesanti e creando qualche momento di difficoltà. Faraoni ha comunque gestito il finale senza perdere il controllo dell’incontro, ottenendo al termine delle tre riprese un verdetto unanime.

Una vittoria importante, arrivata nel momento in cui il fighter romano aveva bisogno di riprendere il proprio cammino dopo l’esperienza in Giappone.

Dopo il match, Faraoni ha celebrato il ritorno al successo, sottolineando la difficoltà dell’incontro e la solidità di Mambongo. Ha inoltre annunciato il prossimo appuntamento: Oktagon Roma, il 5 dicembre 2026 al PalaPellicone di Ostia, nell’edizione dedicata ai trent’anni della manifestazione.

Ma il messaggio più importante della sua serata è andato oltre il semplice risultato sportivo.

Dal centro del ring, Faraoni ha ribadito il proprio impegno nella lotta contro il bullismo, un tema che aveva accompagnato anche il percorso di avvicinamento alla manifestazione.

La campagna di Evolution Fight è stata presentata attraverso il messaggio “No al bullismo – Nessuno resta solo”, utilizzando lo sport e la visibilità degli atleti per rivolgersi soprattutto ai più giovani.

Un’iniziativa alla quale va riconosciuto un plauso particolare.

Utilizzare un evento sportivo e la popolarità di un atleta come Faraoni per parlare ai ragazzi, sostenere chi subisce prepotenze e ricordare che chiedere aiuto non rappresenta una debolezza dà alla manifestazione un valore che supera quello della semplice competizione.

Evolution Fight ha dimostrato che gli sport da combattimento possono diventare anche strumenti di educazione, responsabilità e sostegno concreto verso chi si sente isolato.

Le altre prestazioni della serata

La vittoria di Faraoni non è stata l’unico momento rilevante di una card particolarmente ricca.

Nel main event, il beniamino di casa Giuseppe Gennuso ha riconquistato il titolo intercontinentale ISKA di Muay Thai contro lo svizzero Eric Stutz.

Una gomitata precisa ha provocato un profondo taglio sulla fronte dell’avversario, inducendo il medico a interrompere l’incontro durante la terza ripresa.

Grande battaglia anche per Salvatore Blandizzi, che ha conquistato il titolo internazionale ISKA di Muay Thai al termine di cinque riprese durissime contro il croato Martin Prajnkovic.

Dopo aver controllato la prima parte dell’incontro, Blandizzi ha sofferto il ritorno dell’avversario negli ultimi round, riuscendo comunque a resistere fino al verdetto.

Prestazione dominante per Simona Di Dio Martello, vincitrice del titolo intercontinentale ISKA Oriental Rules contro Thayra Taraconat. Dopo il primo conteggio ottenuto con un low kick, l’italiana ha controllato la seconda ripresa e accelerato definitivamente nella terza: altri tre conteggi hanno portato all’interruzione arbitrale.

Tra i nomi da tenere maggiormente sotto osservazione spicca infine Oscar Cambiaghi.

Contro il campione europeo WKU Xristos Zoumpoulis, il giovane atleta dei Lottatori Milano ha impressionato per ritmo, precisione e maturità, imponendo una superiorità netta per tutta la durata dell’incontro.

Da segnalare anche il ritorno vincente di Gioacchino Mancuso dopo tre anni di inattività, il successo ai punti di Andrea Tonello nella sfida tra pesi massimi contro Giancarlo Zignale e la vittoria di Luciana Germano, tornata sul ring dopo la maternità.

Evolution Fight chiude così la propria quindicesima edizione con una piazza gremita, tre cinture ISKA assegnate, una card ricca di spettacolo e un messaggio sociale importante.

Per Mattia Faraoni, invece, il percorso riparte da qui: una vittoria importante e la volontà di tornare ancora una volta protagonista sui palcoscenici più prestigiosi.

Aggiornamento — 26 lug 2026 · 23:58

Testo verificato e pubblicato dalla redazione IFM.

FONTE ORIGINALE

Evolution Fight press office / Sporteconomy

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