Le conseguenze dell’arresto di Dustin Poirier (30-10) non si sono fermate alla diffusione del filmato e alle scuse pubbliche. Hanno colpito anche il portafoglio.
L’ex campione ad interim dei pesi leggeri UFC ha dichiarato che Bud Light ha interrotto immediatamente il contratto di sponsorizzazione dopo il suo arresto per ubriachezza molesta all’aeroporto di Atlanta.
Secondo Poirier, l’accordo valeva diverse centinaia di migliaia di dollari. La separazione era diventata visibile quando uno spot dell’azienda era stato modificato eliminando la sua presenza; in seguito è arrivata la conferma diretta del fighter.
Poirier, oggi ritirato dalle competizioni, era stato fermato dopo essere stato allontanato da un volo. Le immagini registrate dalle bodycam degli agenti, successivamente circolate online, mostravano una situazione pesante e un atleta evidentemente alterato.
Il fighter della Louisiana ha poi chiesto scusa, ringraziato le forze dell’ordine per il modo in cui avevano gestito l’episodio e ammesso di dover cambiare il proprio rapporto con l’alcol.
Una perdita che coincide con il nuovo percorso
La decisione di Bud Light gli è costata molto, ma Poirier non l’ha raccontata soltanto come un danno. Ha spiegato di non voler più promuovere ciò che oggi considera incompatibile con il proprio percorso personale.
In sostanza: ha perso un contratto importante, ma non sembra intenzionato a combattere per riaverlo.
La vicenda arriva in una fase delicata. Dopo il ritiro del 2025, “The Diamond” ha parlato apertamente della difficoltà di vivere senza l’obiettivo quotidiano di un incontro.
Per un uomo che ha costruito la propria identità attraverso i training camp, le battaglie in gabbia e la pressione della competizione, il vuoto successivo non è stato un dettaglio.
Bud Light ha tutelato il proprio marchio. Poirier adesso deve tutelare se stesso. Il primo costo è già stato quantificato; il valore del secondo passaggio, fortunatamente, non si misura in dollari.
Testo verificato e pubblicato dalla redazione IFM.
MMA Fighting
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