Per qualche ora abbiamo creduto che potesse essere finalmente la notte giusta.

Quella nella quale un pugile italiano sarebbe tornato a sollevare una delle quattro cinture mondiali più importanti della boxe professionistica. Quella capace di interrompere un’attesa cominciata il 5 novembre 2016, quando Giovanni De Carolis perse contro Tyron Zeuge il titolo mondiale WBA dei supermedi.

Sono trascorsi quasi dieci anni. Da allora nessun uomo italiano è più riuscito a diventare campione WBA, WBC, IBF o WBO.

A Dublino poteva riuscirci Etinosa Oliha.

Non ce l’ha fatta. Davanti al pubblico della 3Arena, Aaron McKenna lo ha sconfitto con decisione unanime, conquistando il titolo mondiale IBF vacante dei pesi medi. I cartellini — 118-110, 117-111 e 116-112 — raccontano una vittoria netta dell’irlandese.

Ma non raccontano completamente ciò che quella notte rappresentava per l’Italia.

Quasi dieci anni di attesa sulle spalle

Etinosa era arrivato a Dublino con 22 vittorie, nessuna sconfitta e dieci successi prima del limite. Era il numero 2 del ranking IBF e uno dei dieci migliori pesi medi del mondo secondo The Ring.

Nato a Torino da genitori nigeriani e cresciuto ad Asti, aveva cominciato a boxare con la Skull Boxe Canavesana, rimanendo legato al maestro Davide Greguoldo. Prima di vivere di pugilato aveva studiato e lavorato come elettricista.

Poi erano arrivati il titolo italiano, il trasferimento sportivo in Germania, la cintura mondiale IBO e infine l’occasione della vita.

Alla vigilia Oliha aveva spiegato perfettamente il significato di quell’incontro:

Vincere significherebbe moltissimo per la boxe italiana. Finalmente l’Italia tornerebbe sulla mappa dei campioni del mondo.

Etinosa Oliha

Non parlava soltanto di sé. Portava sul ring la nostalgia di un Paese che un tempo aveva campioni mondiali, grandi riunioni televisive e pugili conosciuti anche fuori dalle palestre.

Aveva promesso di non lasciarsi condizionare dal pubblico:

L’atmosfera non mi disturberà, perché sul ring saremo soltanto io e lui. Vincerò questo incontro e gli farò male.

Etinosa Oliha

Ma McKenna gli ha progressivamente tolto spazio e ritmo.

L’irlandese ha imposto un incontro fisico e spezzettato, accorciando la distanza e impedendo a Oliha di costruire con continuità la propria boxe ordinata e tecnica. Etinosa ha cercato una soluzione fino alla dodicesima ripresa, senza crollare, ma la serata gli è scivolata via round dopo round.

Risultati e cartellini ufficiali di Zuffa Boxing 10

La festa irlandese e il silenzio italiano

McKenna, arrivato all’incontro con un’intera arena dalla propria parte, ha portato il record a 21 vittorie e nessuna sconfitta, diventando campione mondiale nella prima occasione della carriera.

Alla vigilia aveva dichiarato:

È qualcosa che sogno da quando ho cominciato a boxare. Ho dedicato vent’anni a questo sport e tutto si sarebbe deciso in questa notte.

Aaron McKenna

Dopo la vittoria ha invitato chi lo ascoltava a non abbandonare mai i propri sogni. La sua intervista sul ring restituisce tutta la distanza emotiva tra i due angoli: da una parte la festa irlandese, dall’altra il silenzio di Oliha e della boxe italiana.

Aaron McKenna parla dopo la conquista del titolo mondiale IBF a Dublino.Guarda il contenuto originale →

Etinosa, nelle ore successive all’incontro, non ha ancora diffuso una dichiarazione completa sulla sconfitta. È giusto non attribuirgli parole che non ha pronunciato.

Resta ciò che aveva detto prima di salire sul ring: voleva riportare l’Italia tra i campioni del mondo. Non ci è riuscito, ma è arrivato dove pochissimi pugili italiani sono riusciti ad arrivare nell’ultimo decennio.

Una sconfitta non cancella il viaggio

Oliha ha 28 anni e ha perso il proprio primo incontro da professionista nella sfida più importante della carriera, contro un avversario imbattuto e nella casa del rivale.

La distanza indicata dai cartellini impone una riflessione tecnica, ma non cancella quanto costruito. Adesso comincia una fase ancora più delicata: capire come reagire quando, per la prima volta, il risultato non ripaga il lavoro svolto.

La boxe italiana non deve abbandonarlo proprio ora. Troppo spesso celebriamo un atleta soltanto alla vigilia dell’impresa e lo lasciamo solo quando l’impresa non riesce.

Etinosa non ha riportato in Italia il mondiale IBF. Ha però ricordato che un pugile cresciuto nelle nostre palestre può ancora arrivare davanti a una cintura vera.

Adesso tocca a Dario Morello

La sconfitta di Dublino non chiude l’estate della boxe italiana.

Il prossimo 22 agosto, un altro peso medio italiano attraverserà la Manica per combattere nella casa dell’avversario.

Dario “Spartan” Morello affronterà George Liddard alla York Hall di Londra per il titolo europeo EBU vacante dei pesi medi. L’incontro è confermato dalla Federazione Pugilistica Italiana e da Matchroom Boxing e sarà trasmesso in diretta su DAZN.

Morello arriverà con 26 vittorie e una sola sconfitta, accompagnato da una serie di dieci successi consecutivi. Dall’altra parte troverà uno dei talenti emergenti della boxe britannica: Liddard è imbattuto, ha vinto tutti i suoi 14 incontri e ne ha conclusi otto prima del limite.

Anche Dario combatterà in trasferta. Anche lui entrerà in un’arena schierata con l’uomo di casa. E anche lui porterà sul ring una parte delle speranze rimaste sospese dopo Dublino.

Non sarà il mondiale che Oliha inseguiva, ma il titolo europeo EBU rimane una delle cinture più prestigiose della boxe continentale. Conquistarla significherebbe riportare l’Italia al centro della categoria e avvicinare Morello alle grandi posizioni internazionali.

Liddard–Morello sul sito ufficiale MatchroomLa scheda ufficiale FPI dell’Europeo dei medi

Da Etinosa a Dario, senza smettere di aspettare

La cintura IBF è rimasta a Dublino. Fa male perché questa volta il traguardo era lì, visibile: Oliha era imbattuto, nella categoria giusta e con un titolo mondiale vacante davanti a sé.

Per dodici riprese abbiamo aspettato il colpo, il cambio di ritmo o l’azione capace di ribaltare la notte.

Non è accaduto.

Ma la storia della boxe italiana non finisce con quei tre cartellini. Passa ora attraverso la reazione di Etinosa e, tra meno di due settimane, attraverso i guantoni di Dario Morello.

Dublino ci ha tolto un sogno. Londra ci offre già il successivo.

A chi ama ancora la boxe italiana non resta che fare ciò che fa da quasi dieci anni: soffrire, ricordare e continuare a crederci.

Aggiornamento — 9 ago 2026 · 09:30

Testo verificato e pubblicato dalla redazione IFM.

FONTE ORIGINALE

Zuffa Boxing 10 — risultati e cartellini ufficiali

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